La Classifica

Classifica

Zumpa-pà-zumpa-pà, è arrivata la classifica!

La trovate su Perfiducia.

Al trentesimo posto c’era un ex-aequo, ma invece di estrarre a sorte, ho deciso di premiare un Cantastorie in più. Come vedete sono stata un’ochetta generosa!

Dalla classifica ho tolto quelli che hanno, in qualche modo, infranto il regolamento.

La giuria di qualità sta ruminando sulla scelta dei tre vincitori definitivi e delle tre menzioni d’onore. Lo so che volete vederli al più presto, e anche io. Ma non sapete quante discussioni!

E nel forum, presto, potrete continuare a discutere anche voi, e a dare visibilità a tutte le vostre storie, siano o no in classifica…

Buongiorno Cantastorie!

Domani arriva la classifica. Eccitati? Io moltissimo.

E non pensiate che vi ho dimenticati: vi avevo promesso una sorpresa…

…ed eccola.

Il 30 aprile arriva un forum per voi. Non farà parte del gioco vero e proprio, che si è chiuso. Ma voi avete ancora entusiasmo, voglia di comunicare. E mi avete fatto molte richieste: uno spazio in cui discutere, uno in cui, fuori dal gioco, completare alcune storie, di discuterne altre.

E io ho fatto del mio meglio.

Il forum non sarà aperto per sempre: chiuderà il 30 giugno, perché ogni esperienza, come ogni storia, deve avere inizio e fine. Ma nel frattempo ci sarà modo di chiacchierare, raccontare, di scambiarsi pareri sulle storie. Insomma: di stare insieme.

Presto tutti i dettagli…

…e domani, classifica!

Dispacci dalla Fattoria

Buongiorno miei cantastorie!

So che scalpitate per avere notizie… e arriveranno al più presto.

Stiamo lavorando duramente per assorbire tutti i vostri spunti, tutte le idee, per organizzare la classifica, per ragionare su cosa fare in futuro.

Insomma: se c’è silenzio, è perché la fattoria freme.

Ma io sono scampata a Pasqua, ed è già tanto. E infesto il blog come al solito.

Presto, molto presto, saprò dirvi qualcosa di più…

Volete prima la notizia buona o quella cattiva? Sono la stessa, in realtà…

…ma cominciamo con la cattiva.

Ho bisogno di più tempo del previsto per la classifica. Non la vedrete l’8 Aprile, come avevo promesso, ma il 20.

Perché?

Per due motivi.

Primo, perché sono convinta che un lavoro ben fatto sia meglio di un lavoro rapido. E ho rispetto per le vostre storie, per il vostro impegno. Mi stanno appassionando, mi stanno affascinando, e voglio che, quando il momento arriverà, tutto sia perfetto.

Pensavo di metterci di meno, ma la complessità delle vostre storie mi mette alla prova.

E poi c’è il secondo motivo.

Che è anche la buona notizia. Ho riflettuto molto, in questi giorni. Ho letto i vostri commenti, ho chiacchierato con amici nella fattoria, e ho ragionato su qualcosa che potrebbe piacervi.

Tutto questo mi ha richiesto tempo (la domenica, qui in fattoria, è ormai un miraggio che si scioglie al tramonto). Ma c’è …

C’è vita dopo l’Oca (III)

Antonio Dini, c’è vita dopo l’Oca?

Ti risvegli, hai quel senso di vuoto, come se ti fossi dimenticato qualcosa. Passi la mattina, tra un caffè e una telefonata, arrovellandoti: cosa mi sto dimenticando? La stessa sensazione che hai di solito in taxi quando vai in aeroporto: cos’ho dimenticato? La risposta in quel caso arriva al bancone del check-in: il passaporto e la carta di credito, di solito. Questa volta, no.

A pranzo, la solita insalata nel bar sotto l’ufficio, e ancora niente. Bisogna che il pomeriggio cominci a farsi scuro e che tu salga sul tram che torna a casa, premuto fra i soliti sconosciuti, perché si accenda la lampadina. Niente più Oca. Niente più storia. Niente più eroe. Ecco cosa ti manca. Peccato. Era diventato un rito: la tazza di caffè caldo, l’attesa della pagina che si carica e la carta da vedere, pronti per inventarsi un nuovo pezzetto di storia. …

C’è vita dopo l’Oca (II)

Lorenzo Bartoli, c’è vita dopo l’Oca?

Dopo l’Oca c’è un orizzonte degli eventi, una vita di stenti, un arabesco di parole, un viaggio intorno al sole, una donna capita poco, un gol in fuorigioco, una madre oppressiva, una vendemmia tardiva, un sacco di carbone, una colazione da Tiffany, vecchi merletti, oggetti smarriti, amici deperiti dai ricordi, un film di Alberto Sordi, il bicchiere della staffa, un collo di giraffa, un bimbo che non gioca: questo e altro dopo l’Oca. C’è un orizzonte degli eventi…

Lara Manni, c’è vita dopo l’Oca?

Non voltarti subito. Ascolta, prima. Il rumore è leggero, sembra il raspare di un topo. O zampe sulla ghiaia. C’è sempre un’Oca. C’è sempre una carta. Giocala.

Antonella Belli, c’è vita dopo l’Oca?

Dopo l’oca Silver diventerà lo specchio di ciascuno di voi, ogni mattina potrete guardare oltre la vostra immagine e farvi delle domande, scoprire profumi, sentire suoni, ascoltare i vostri pensieri.

Ora Silver …

C’è vita dopo l’Oca (I)

Ho chiesto alle mie Piume: “C’è vita dopo l’Oca?”

Ed ecco cosa mi hanno risposto…

Paola Bonora, c’è vita dopo l’Oca?

Sì, la vita continua : l’Oca non può morire. Un essere tenace e vitale è pronto a rinascere anche sotto altre piume, perché il mondo corre veloce ed è bello cambiare gioco. Il popolo del blog ha già manifestato la volontà di continuare il dialogo e l’Oca è un abile mediatore, perché non creare delle squadre di amici di penna che sviluppano dei temi proposti dal nostro pennuto preferito? Riflettere insieme è meglio.

Giulia Blasi, c’è vita dopo l’Oca?

Gli scrittori di narrativa lo sanno: i personaggi non scompaiono. Una volta creati, hanno una vita del tutto simile a quella degli esseri umani in carne e ossa: continuano a vivere, figliano, divorziano, fanno carriera, si ammalano, in qualche caso muoiono anche, tutto nella mente di chi li ha portati alla luce. C’è sicuramente vita dopo l’Oca, e se non …

Un primo saluto

La sentite questa canzone lontana?

Lo sentite questo odore nell’aria?

Sa di pioggia e primavera. E sa un po’ di nostalgia.

Sì, miei cantastorie: è l’aria che si respira quando finisce un gioco. Quando finisce un viaggio con gli amici, quando finisce un’avventura.

Quando finisce una storia.

Ma sapete qual è il bello delle storie?

Che in realtà non finiscono mai. Restano con noi, sotto sotto continuano a bruciare. Ce le portiamo in giro in ufficio, nei mezzi, nei momenti più noiosi e quelli più divertenti.

Ci accompagnano.

E prima o poi, ritornano sempre…

…è un arrivederci, cantastorie miei.

Un addio, mai.

L’inizio della fine

Trombe che squillano, tamburi che rullano, tappeti rossi per tutti!

Oggi ho scoperto l’ultima Carta.

Avete tempo fino alle 8.00 del mattino di domenica per rispondere e trovare gli ultimi Seguaci.

Per l’occasione avete a disposizione ben 1260 caratteri: così potrete dare una degna conclusione alle vostre storie

Fate più in fretta che potete! Così più gente potrà leggervi, e decidere di diventare Seguace del vostro Eroe.

Tutti pronti?

Oh, mamma mia, come sono emozionata…

La Quadruplice Piuma: Kai Zen

La fine si avvicina! L’ultima carta è in arrivo, con più caratteri a vostra disposizione per concludere degnamente… ma siccome non voglio vedervi tristi, ecco un’altra intervista.

I Kai Zen sono quattro-Piume-in-una. Sotto il nome Kai Zen si celano quattro autori che lavorano sia come gruppo che come solisti. Hanno attraversato il mondo dell’editoria e del web italiano, da Mondadori, a Einaudi, a blog e social network. Potevano mancare qui da noi? No che non potevano!

La vostra storia, come autori e come collettivo, è legata strettamente al web. Me la raccontate?

Ci siamo conosciuti in occasione della presentazione del primo libro al quale abbiamo partecipato. Si trattava di un esperimento di scrittura collettiva on line, guarda un po’. Ci siamo scambiati la mail e qualche giorno dopo uno di noi ha condiviso con la mailing list tre incipit di storie che aveva buttato giù. Solo tre persone, fra i molti che avevano partecipato …